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Elaborazioni Dati Contabili - Consulenza Fiscale Tributaria

Regimi fiscali a confronto: forfettario o ordinario?

Quando si avvia un’attività, una delle prime decisioni riguarda il regime fiscale da adottare. In Italia, i due principali regimi per professionisti e piccole imprese sono il regime forfettario e il regime ordinario. Ma quale conviene di più?

Analizziamo le differenze, i vantaggi e gli svantaggi di entrambi.

Regime forfettario: cos'è e a chi conviene?

Il regime forfettario è una formula fiscale semplificata, pensata per le partite IVA individuali e le piccole attività che rispettano determinati requisiti di fatturato e spese.

Requisiti principali (2025)

  1. Fatturato annuo massimo: 85.000€
  2. Spese per collaboratori e dipendenti: massimo 20.000€ lordi
  3. Redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nell’anno precedente: non superiori a 35.000€ (limite innalzato per il solo anno d’imposta 2025)
  4. Non si deve partecipare a società di persone o controllare SRL con attività simili.

Vantaggi

  • Tassazione agevolata: imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni per le nuove attività)
  • Esenzione IVA: non si applica l’IVA sulle fatture, evitando adempimenti come la liquidazione IVA periodica
  • Semplificazione contabile: niente registri IVA, né bilancio obbligatorio

Svantaggi

  • Nessuna deduzione delle spese reali: si applica un coefficiente di redditività fisso; quindi, se si hanno molte spese, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente
  • Limiti di accesso e incompatibilità: alcune categorie sono escluse, ad esempio chi ha partecipazioni in società
  • Regime ordinario: caratteristiche e convenienza

Regime ordinario: cos'è e a chi conviene?

Il regime ordinario è il regime fiscale standard, adottato automaticamente se non si rispettano i requisiti per il forfettario o se si sceglie volontariamente di aderirvi.
 
Principali caratteristiche:
  • Nessun limite di fatturato
  • Obbligo di registrazione IVA e dichiarazione periodica
  • Tassazione progressiva basata su scaglioni IRPEF

Vantaggi

  • Deduzione delle spese reali: si possono dedurre tutti i costi aziendali (affitto, forniture, consulenze, attrezzature, ecc.)
  • Deducibilità dei contributi previdenziali
  • Maggior credibilità fiscale e possibilità di collaborare con grandi aziende

Svantaggi

  • Tassazione più alta per redditi bassi: l’IRPEF parte dal 23% e può superare il 40% per redditi elevati
  • Maggiori obblighi burocratici e contabili: è necessaria la tenuta della contabilità ordinaria, la registrazione di tutte le fatture e la redazione dei bilanci
  • Obbligo di liquidazione IVA: è necessario versare periodicamente l’IVA incassata

Forfettario o ordinario? Quale scegliere?

La scelta dipende da diversi fattori:

  • Se hai pochi costi fissi e un fatturato entro 85.000€, il forfettario è spesso la soluzione più vantaggiosa
  • Se hai molte spese da dedurre (es. attrezzature, affitti, collaboratori), il regime ordinario potrebbe risultare più conveniente
  • Se prevedi di superare il limite di fatturato nei prossimi anni, potresti considerare direttamente il regime ordinario per evitare il passaggio forzato in corso d’opera
  • Se lavori con aziende che richiedono fatture con IVA, considera che nel forfettario non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti

Suggerimento

Prima di aprire una partita IVA, è sempre consigliabile consultare un consulente fiscale per valutare la soluzione più adatta alla tua specifica attività.

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